Chi Siamo

Occhio del Riciclone è una cooperativa sociale onlus di tipo B  che nasce nel 2005 all’interno di un progetto per la diffusione della pratica del riutilizzo  e per lo sviluppo d’impresa sociale fondata sul Riuso.
Attualmente la cooperativa sociale Occhio del Riciclone  collabora con l’organizzazione Humana Italia People to People.
 La cooperativa detiene il marchio Belt Bag di progettazione e produzione accessori moda eco-sostenibili tramite il processo di upcycling (valorizzazione dei materiali di scarto)  per  produzioni tendenzialmente su scala seppur mantenendo la caratteristica artigianale del pezzo unico grazie alla peculiarità dei materiali recuperati. L’intento è quello di  “fare impresa sociale ed etica sul Riuso” attraverso il riutilizzo di materiali di scarto e la sistematizzazione della pratica del Riutilizzo come nuovo paradigma di produzione per un riciclo sano a basso impatto ambientale e per produzioni moda etica.

 

FRANCESCA_PATANIA_minerva“…Allaccia una Belt Bag!”

Il Riuso dei materiali di scarto costituisce l’aspetto primario della ricerca del laboratorio di progettazione di moda e design della cooperativa Occhio del Riciclone, dove esperienze diverse si affiancano per concepire nuovi campi di applicazione e nuove soluzioni produttive sostenibili.

La cooperativa nasce nel 2005 in qualità di impresa di moda e design fondata sul Riuso; si occupa, quindi, di progettazione e produzione di moda, design e merchandising eco-sostenibile attraverso il recupero di materiali di scarto aziendali pre- e post- consumo (sfridi di produzione o materiali di oggetti finiti) resi materia prima-seconda.

L’intento è quello di “fare impresa sul Riuso” attraverso la sistematizzazione dell’approvvigionamento dei materiali di scarto e la vendita di articoli di up-cycling per un cambio di paradigma di produzione e per un riciclo sano a impatto ambientale zero.

Nel 2007 nasce il marchio di up-cycling Beltbag, di moda e design eco-sostenibile.

Le cinture di sicurezza delle automobili vengono recuperate dagli autodemolitori, igienizzate e riutilizzate, attraverso tecniche di manifattura artigianale, per la realizzazione di borse ed accessori funzionali e resistenti. Nascono i primi modelli realizzati con il pvc (recupero di banner pubblicitari e di teloni dei camion). La cura dei dettagli si nota nelle rifiniture e nella scelta delle fodere interne realizzate con stoffe di recupero di ombrelli rotti, sfridi tessili e fine rotoli di produzioni sartoriali. Le borse realizzate sono pezzi unici, nessuna può essere uguale ad un’altra, ogni cintura tagliata è diversa dall’altra per tipologia, per scolorimento e per usura. I colori sono prevalentemente in tonalità di nero e grigio, ma si possono trovare anche colori come il blu, il verde, il rosso, l’avana. Riscattate dal loro destino di materia rifiutata, sono pronte per nuovi contesti e funzioni inaspettati.

Il design Belt Bag, che sviluppa il concetto di riuso, si allarga anche ai complementi d’arredo ed alle realizzazioni di progetti on demand per aziende e organizzazioni sempre più sensibili alle esigenze di comunicazione e di immagine con un alto valore aggiunto di etica e sostenibilità del prodotto.

Dalle attività della cooperativa sono nate molteplici esperienze:

– Le sfilate di presentazione delle collezioni di abiti e accessori Belt Bag e le performances del progetto DiscaricalchemicA a Roma, Londra, Parigi e Berlino. Le più recenti: Eur Fashion (EUR – Roma 2011) Re-Made in Italy (Isola Tiberina – Roma 2013) Il cibo è come un film..protagonista la moda green” (Eataly – Roma 2014) Fashion Week (Euroma2 – Roma 2014) Prisca Pilot Project (Loggia del Capitanato – Vicenza 2014)

– Produzioni di articoli di merchandising e progettazioni di design on demand per aziende e organizzazioni quali: Ikea Anagnina, Ikea Porta di Roma, AXA MPS, ARCI Nazionale, GREENPEACE, Medici Senza Frontiere, Eataly Roma.

– Formazione didattica, riqualificazione di operatori di cooperative e operazioni di team building attraverso corsi sartoriali e di eco-design sul Riuso.

Attraverso il riciclo dei materiali di scarto, si vuole dare un esempio di rispetto verso l’ambiente riducendo la quantità dei rifiuti e dimostrare come gli scarti possano riacquistare valore, anche economico, attraverso creatività e ingegno.

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